logo


Per saperne di più:

Ignazio Silone (scrittore molisano)


Francesco Jovine


Antonio Ruggieri


Ester Tanasso


Franco Valente


Alberto Mario Cirese

 

menu chi sono le casette al colle castropignano molise contatti english italian

Come vedo il Molise

“Ogni luogo ha un suo ritmo. Il ritmo del Molise è lento. Per questo il Molise si segnala per la sua “inattualità” (Antonio Ruggieri- Molise contro Molise - edizioni enne).

Il Molise è una delle regioni più piccole d’Italia, conta 320.000 abitanti, sparsi in 136 comuni. Campobasso, Termoli, Isernia sono le uniche realtà “urbane” della Regione. Il Molise, geograficamente, rientra nell’area centro-meridionale italiana, ma le sue connotazioni sociali, economiche, storiche ne fanno una regione del tutto “meridionale”. La conformazione geografica ha tagliato fuori la Regione dalle grandi vie di comunicazione, determinandone la marginalità e la condizione di sottosviluppo. La Regione ha conosciuto una sola volta nella storia un breve periodo di grandezza; esso coincide con l’epoca delle guerre sannitiche. Ma dopo la disfatta ad opera dei Romani, questo popolo non si è mai rialzato. Nel corso dei due millenni successivi i Molisani impararono a subire, a non sperare, a riconoscere definitiva la propria sconfitta; la rinuncia alla libertà, la quotidianità del sacrificio, il fatalismo, mettevano profonde radici nell’interiorità del molisano. La rassegnazione, la sconfitta come legge, realtà insuperabile, costituiscono la visione del mondo la concezione della vita che si sintetizza nell’espressione assai ricorrente “cosa vuoi far ?!”. Il Molise passa dalla cultura “agro-pastorale” a quella post industriale saltando a piè pari la fase dell’industrializzazione.

Dal 1945 al 1960 il Molise perde un terzo della popolazione passando da 450.000 abitanti a poco più di 300.000. Oggi, anche se la consistenza demografica si è stabilizzata, il fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri delle aree interne ha assunto proporzioni preoccupanti, al contrario di quanto avviene lungo la costa , che ha dinamiche socio-economiche e culturali decisamente diverse. La mia è una regione “difficile”, un territorio molto vario che riserva tante “sorprese”. Per goderne bisogna essere attrezzati culturalmente, dotati di sensibilità per vivere in una dimensione spazio-temporale di cui solo pochi sono capaci di apprezzare l’intensa bellezza, la delicata armonia, il fascino avvolto dal mistero che permane, sfociando in sensazioni ed emozioni appena percepibili. (p.s.)